Bacio

Lieve respiro
accarezza labbra invitanti
e nell’attimo
svela condivisa attesa.
Aliti di sussurri
catturati dallo sguardo
inducono
cuori all’unisono battito
dove non esiste confine
al volo dell’anima
che, libera dal costruito pensiero,
non distacca l’abbraccio dal bacio.
L’emozione dell’intimo atto
scalda l’amore tra amanti,
o teneramente
rinfresca gote filiali,
o, rispettosamente,
fronti adornate di fili bianchi
e, ancor più, rinnova
amichevoli sentimenti.
…Sei tu, sincero bacio, segno tangibile
dell’umano trasporto,
infinitamente grato dell’esistere altrui.
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Una descrizione completa del bacio uno dei gesti di affetto, di amore più emozionanti e coinvolgenti. Una poesia a cura di mari
18/07/2007 07:50,di scrittorepercaso
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Parole chiave: bacio, amore, affetto
Piccoli pensieri

Piccoli pensieri salgono
grani d’incenso
profumano
istanti di solitudine
Pulviscolo i giorni
nel sole brillano
a terra s’adagiano
scompaiono
Arranca
sul sentiero dei perché
la mente
L’ho circoncisa
che più non s’infetti
in falsi disegni
d’umana presunzione
L’animo muto
umile s’affida
al domani sconosciuto
e cerca
riposo
A cura di genzianella
13/07/2007 08:35,di scrittorepercaso
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Parole chiave: pensieri
Petalo di rosa

Petalodirosa era una bimba incantevole: la sua pelle era vellutata e rosea, i suoi occhi color muschio, i lunghi capelli di seta avevano i riflessi dell’arcobaleno.
Il suono della sua voce era così morbido e melodico che quasi toglieva il respiro, tanto che, quando lei parlava, tutta la natura si metteva in ascolto.
Un giorno d’estate scoppiò un temporale: il vento soffiava forte, piegava alberi e piante, lampi e saette squarciavano il cielo scuro di rabbia e l’acqua sferzava violenta la terra.
Petalodirosa aprì l’uscio e, davanti a quello spettacolo tanto furioso, sussurrò: ”Ora calmati!”
Tutto cessò d’un tratto, la quiete scese all’improvviso su ogni cosa , solo un venticello leggero e timido s’inchinò davanti alla bimba, stese un tappeto ai suoi piedi, la invitò a salire e la portò con sé….
No, non rattristarti, non le fece del male, la portò per il mondo a tracciare un arcobaleno di pace sui cieli di tutti i paesi tormentati dalla violenza e dal male…
A cura di genzianella scrittrice per caso come me
28/06/2007 14:42,di scrittorepercaso
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Parole chiave: bambina
Piccolo mondo

Corre stasera
la pazza di casa
Torna al tempo
vestito di fiaba
Nel vecchio giardino
respira il buon profumo
di povertà
La bambola guercia
stretta al suo petto
e il micio ruffiano
che fa mille fusa
Biglie e cimbani
sparsi per terra
e la scala buia
che scende in cantina
Il grembiulino a quadretti
un po’ corto davanti
e il nero caschetto
sui furbi occhi verdi
Piccolo mondo
di bimba curiosa
che scopre un germoglio
sotto la neve
e al cielo
ride la sua allegria
Ascolta il vento
narrare le storie
e guarda il cancello
che domani aprirà
A cura di genzianella scrittrice per caso e donna per vocazione
22/06/2007 17:39,di scrittorepercaso
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Parole chiave: nostalgia, curiosit
Se del grido intendessi

Se del grido
intendessi
la nota soffocata
e del mio giardino
rinverdissi i colori
Se a me il giorno
fosse alleato
e il tramonto
non chiudesse la volta oscura
Strumento diverrei
nelle Tue mani
creta che si plasma
tinta che si stempera
E nel Tuo piacere
il mio
A cura di genzianella una scrittrice per caso da leggere
21/06/2007 13:12,di scrittorepercaso
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Parole chiave: piacere, mani
Tristezza

Una nuvola triste
libera una pioggia triste
su un mare grigio e triste.
Un gabbiano solca l’aria triste
lanciando il suo grido triste
mentre dei pescatori tristi
tornano da una nottata triste
La tristezza lentamente tutto invade in
questa giornata grigia dove
mare e cielo si confondono
in un unico triste colore
Tristezza, delusione, malinconia,
dolore, amarezza
tonalita’ di sentimenti grigi
in attesa di un raggio d’amore
che rompa il circolo vizioso.
Un amore forte, grande, coraggioso
unico, indefinibile e colorato
che sappia toccare l’anima sensibile e pronta
ad uscire da un lungo tunnel privo di luce.
08/06/2007 07:59,di scrittorepercaso
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Parole chiave: solitudine, tristezza
Ad un figlio non avuto

Aquile si diventa, sai?
Oppure anche piccioni, più inclini a tubare e ad aggrapparsi ai cornicioni della vita che non a rischiare altitudini e picchiate.
Conta volare, comunque, che di tacchini è pieno il mondo e di altri finti uccelli che corrono veloci, perfino: pensa agli struzzi. Per quanto corrano sono sempre schiacciati rasoterra e finiscono in tavola o tra i denti del mondo.
Ti avrei voluto aquila, invece, o anche solo aquilone strappato di mano dal vento della vita, piuttosto che un veloce imbecille del sabato sera.
Sai bene che avrei saputo tacere, io così facondo e incline alla parola: ti avrei insegnato il silenzio delle mie valli e delle mie montagne, ci saremmo parlati al suono di scarponi pestati sui sentieri con la fermezza di pensieri viandanti.
Avremmo corso anche alcuni rischi mortali e macinato chilometri e canzoni e ancora altro silenzio, ma anche riso di qualche inciampo, dei nostri brutti voti e dei nostri oroscopi, acquari al mondo come soldati delle stelle infami; e battaglieri, però, ma anche a volte prudenti e saggi.
Io il sentiero invece me lo vado scavando da solo, salgo gradini e li ridiscendo in cerca di pane con la fedeltà di un cane: quel pane non diviso mi pesa e non contiene che il suo sapore. Figlio è companatico e sale, ma anche zucchero e ciambella, se si vuole.
Mi avresti anche chiesto della felicità, prima o poi, e di altre sciocchezze che inseguono i "grandi", tipo il successo e altre automobili, la pensione, il mestiere sicuro.
Io ti avrei parlato piuttosto delle mie chitarre, ne ho avute più che di donne e automobili.
E ho avuto una colonna sonora di canzoni idea, che ancora mi suonano in testa come ricordi musicati e strani: cantavamo, sai e moltissimo.
Ci siamo sventolati al mondo, come bandiere di ideali e di altre storiche frasi, a volte invece come vuoti slogan, ma non ne avemmo colpa, ce lo chiedeva la nostra fetta di storia, quella che ora ti ritroveresti a dover cambiare forse anche contro di noi, sciuponi e rivoluzionari del nonsopiuchè.
Paranormali come eravamo vedemmo dietro l’angolo un mondo senza guerre e senza padroni, come dovrebbe essere ancora oggi e non è. Ti sarebbe toccato combatterci dentro ancora un po’; e obiettare perfino, anche tu visionario e cantautore di te stesso, le mie chitarre ti avrebbero fatto comodo e compagnia. E forse anche qualche mia vecchia idea.
Ora di chitarre ne ho solo una, la più malinconica: la lascio sola spesso, come una femmina amata di lontano di cui conosco ogni corda segreta, che però non si può sempre toccare; ma mi porto in tasca le canzoni, che mi cullano negli andirivieni della vita. Una era per te e non la abbiamo potuta cantare mai.
So che mi avresti contato i capelli in testa, meravigliandoti della mia foresta come della tua: ogni capello un pensiero, ogni dolore un capello bianco, ogni amore un filo d’argento, ogni filo d’argento anche un giorno in meno e un giorno in più.
Vivo di analogie, figliolo, e questo è un fatto: mi domando se quei fili d’argento, il mio diventare vecchio e non saggio, quelle dita ormai incapaci di musica me li avresti mai perdonati.
Sono schiaffi che non ho mai potuto prendere, ma chissà…
Sono ancora giovane, vado ancora combattendo lenzuola e gran belle dame, forse c’è ancora il modo di chiamarti alle armi della vita dal tuo tempo sospeso. Dunque stai pronto.
E se quello non fosse mai, quello perdonami.
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Testo pubblicato su scrivi.com a cura dell'autore due calzini
Il tema dei figli è sempre commovente per un genitore. Questo testo mi ha colpito perchè scritto ad un figlio che non c'è, ma per il quale l'autore trasmette lo stesso amore che un genitore prova per il proprio figlio.
30/03/2007 19:24,di scrittorepercaso
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Parole chiave: figlio, amore
Svegliati amore ... è già quasi l'alba

A te, dolce amico del cuore...
la notte più buia della mia vita non fu una catastrofe solo grazie a te, dolce amico del cuore. Mi trovasti affranta, senza più voglia di vivere, ripiegata su me stessa. Mi trovasti rannicchiata nell’angolo più nascosto della casa, come da bambina nella legnaia accanto al camino, per non farmi trovare da nessuno. Mi trovasti quasi persa alla vita, balbettare frasi incoerenti. Mi trovasti percossa da una sofferenza che mi toglieva pensieri e mi portava lontano, nel nulla.
Mi trovasti.
Ti rannicchiasti a terra accanto a me, in silenzio: non avrebbero avuto senso parole, allora. Mi abbracciasti e il calore del tuo corpo, vivo, passò al mio freddo e inerme. Riuscisti a risollevarmi da terra: io ti seguii senza capire, senza vedere. Sentivo le mie braccia e le mie gambe allungarsi nella loro dimensione naturale, come ali di farfalla appena nata. Mi aiutasti a stendermi sul letto: quel letto che, d’allora in poi, utilizzato solo per metà, mi avrebbe per sempre ricordato la mia solitudine...
"Chiudi gli occhi - mi dicesti - e non avere paura. Ora ci sono io con te!"
Sentii la tua vicinanza rassicurante, dolce e forte. Mi affidai alle tue braccia che mi racchiusero e tu fosti accanto a me ad asciugare lacrime che finalmente sgorgarono copiose dai miei occhi; le tue tenere carezze sul mio viso, le tue labbra fra i miei capelli, delicatamente.
Poco a poco il tremito delle mie membra si affievolì fino a lasciar posto ad una gran quiete. Nella spossatezza che mi vinse, mi addormentai e fu un sonno senza sogni. E fu dopo poco, o dopo tanto, non so (il tempo si era fermato nella mia coscienza vacillante), il sussurro della tua voce che bisbigliava le parole di una bella canzone della nostra giovinezza: "Svegliati amore, è già quasi l’alba..."
!n seguito non ti sentii dire più quella dolce parola "amore" che avevi detto intonando la canzone. Sapevi che non ero pronta per sentirtela dire e, da gentiluomo, non lo facesti. Come pure, ed io te ne fui sempre grata, non approfittasti della mia disperazione, quella notte e mi tenesti così, tra le braccia, a vegliare il mio sonno agitato e breve.
Non ho mai dimenticato, dolce amico del cuore, quella notte: ciò che facesti per me fu il dono più grande che un cuore innamorato avrebbe mai potuto fare. Ed ora, riascoltando vecchi dischi, ho ritrovato quella bella canzone "Svegliati amore..." ed ho rivissuto quegli attimi e di nuovo ti ho visto accanto a me così dolce e premuroso, farti carico di un peso che non era il tuo, accettando un ruolo ingrato, tenendomi per mano per non farmi cadere.
Solo ora comprendo quanto tu sia stato importante per me! Ora che non so dove sei e non posso dirti, con le mie parole inadeguate, tutto l’affetto che allora non seppi dimostrarti.
Te ne andasti così, allontanandoti ogni giorno un poco di più, mano a mano che mi vedevi riprendere confidenza con la vita: te ne andasti senza chiedermi nulla.
Dolce amico del cuore: dovunque tu sia, io ti ringrazio. Per ciò che facesti, per come lo facesti e, soprattutto, per esserci stato, tu che mi aiutasti in silenzio a risalire la china, presenza necessaria e indispensabile.
Tu, unico mio amico del cuore, per sempre.
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Testo pubblicato su scrivi.com a cura dell'autorepablita
Uno splendido testo sull'amicizia. Un sentimento a volte difficile da trovare ed ancora piu' difficile da mantenere
30/03/2007 09:26,di scrittorepercaso
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Parole chiave: amiciza, amore
per dolorizzevolezze

( ti romanza un dolore incompagnabile )
Era ,chi ora in terra i fili s’asciuga,
il mondo tuo vertebrato,
piacevolezza di tua bocca
E madre, mammì la chiamavamo,
se c’imbrogliava nella curva d’un braccio
Così , padre, petali di pazienza le cucinavi
Risvegli prestidigitati,
la luce sul lenzuolo, il caffè
che per stanze a fragranze, frutterellavi.
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Testo pubblicato su scrivi.com a cura dell'autore emoticon
Una stupenda poesia dedicata al padre. Anche quello del padre è un tema caro che non sono mai riuscito a sviluppare in parole. Mio padre vive la stessa situazione descritta nella poesia ed io provo gli stessi sentimenti.
28/03/2007 16:27,di scrittorepercaso
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Parole chiave: amore, padre
a brillar mattino

22/03/2007 17:12,di scrittorepercaso
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Parole chiave: mamma, amore






