Casa nuova (virtuale)...
Una ipotesi di (virtual) trasloco... o forse anche un pò più di una ipotesi.
Ci stavo pensando da parecchio. Ho fatto un pò di ricognizioni in diversi posti, e ho preso casa in uno che mi piace abbastanza. Ora è tutto un work in progress, capirete: sto sistemando gli interni, adattando le camere, scegliendo la tappezzeria.
Certo, e' trasferire tutta la roba che ho qui, che mi impiegherà un bel pò di tempo (ma lo faccio piano piano...). Siete invitati a venire a visitare la nuova casetta: fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va! :-)
Ci stavo pensando da parecchio. Ho fatto un pò di ricognizioni in diversi posti, e ho preso casa in uno che mi piace abbastanza. Ora è tutto un work in progress, capirete: sto sistemando gli interni, adattando le camere, scegliendo la tappezzeria.
Certo, e' trasferire tutta la roba che ho qui, che mi impiegherà un bel pò di tempo (ma lo faccio piano piano...). Siete invitati a venire a visitare la nuova casetta: fatemi sapere cosa ne pensate, se vi va! :-)
Ma lo scienziato non è solo uno specialista...
Mi sono imbattuto per caso in un articolo di Alberoni, che mi ha fatto riflettere, e mi sento interpellato particolarmente, a motivo del mio mestiere di scienziato (certo che suona un po' come una parola grossa..)
Insomma, dice una cosa che è proprio giusta, per me:
"I grandi scienziati che hanno buttato le basi delle scienze naturali, come Linneo e Buffon, avevano una formazione classica, Hegel possedeva una cultura enciclopedica, Pareto non era solo un grande economista, ma uno storico, un antropologo, un sociologo. E molto spesso trovavi persone di amplissima cultura fra i medici, gli avvocati, gli ingegneri, i magistrati, i giornalisti, i politici. "
(qui c'e' l'articolo completo)
Sono smodatamente d'accordo con lui: dovremmo riprendere la concezione dello scienziato non come un tecnico, ma come un indagatore appassionato del reale. Che non può prescindere dagli altri aspetti della cultura, della società che lo circonda, nella quale vive ed opera.
Insomma, dice una cosa che è proprio giusta, per me:
"I grandi scienziati che hanno buttato le basi delle scienze naturali, come Linneo e Buffon, avevano una formazione classica, Hegel possedeva una cultura enciclopedica, Pareto non era solo un grande economista, ma uno storico, un antropologo, un sociologo. E molto spesso trovavi persone di amplissima cultura fra i medici, gli avvocati, gli ingegneri, i magistrati, i giornalisti, i politici. "
(qui c'e' l'articolo completo)
Sono smodatamente d'accordo con lui: dovremmo riprendere la concezione dello scienziato non come un tecnico, ma come un indagatore appassionato del reale. Che non può prescindere dagli altri aspetti della cultura, della società che lo circonda, nella quale vive ed opera.
Tag: articoli, scienza, giornali, alberoni
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