traffico
18/09/2006 12:41
Traffico: presentato il rapporto Aci-Eurispes
13/09/2006 15:18 - Legambiente: “Singolare la scoperta dell’Aci:c’e’ l’emergenza traffico, ma non e’ causata dalle automobili”
“Il rapporto dell’Aci sulla mobilità è un ossimoro: il traffico senza automobili. L’Automobil club individua infatti indica le tre cause dell’emergenza mobilità in Italia: l’inadeguatezza del trasporto pubblico locale, la scarsa pianificazione territoriale, l’incidentalità stradale. Come dire: non è vero che ci sono gli ingorghi perché ci sono troppe automobili”.
Non è d’accordo con l’analisi del Rapporto Aci Eurispes sulla mobilità il presidente nazionale di Legambiente, Roberto Della Seta. “All’interno dello stesso studio Aci si sottolinea un dato molto importante – prosegue Della Seta – L’Italia, troviamo scritto, ha il più alto tasso di motorizzazione del mondo e per di più in costante crescita con circa 60 auto ogni 100 abitanti. Quando si individuano le cause del mal di traffico bisogna dunque riconoscere che il problema principale, certo non il solo, è l’eccessiva presenza di veicoli in Italia. Una presenza ingombrante che l’Aci non solo dimentica, ma assolve completamente affermando non è l’automobile la causa primaria della congestione e dell’inquinamento”. Secondo Legambiente non si tratta banalmente di capire se viene prima l’uovo o la gallina, ma di riconoscere con schiettezza che oltre ai gravi e reali problemi cittati dall’Aci (incidenti, inadeguatezza del trasporto pubblico e della pianificazione territoriale) c’è la necessità ineludibile di capire come ridurre – soprattutto nelle città – il numero di automobili in circolazione. “Tanto per citare un esempio – conclude Della Seta – basta pensare a Londra e al meccanismo del road pricing: il pedaggio urbano ha ridotto il traffico privato e conseguentemente la velocità media e l’efficienza del trasporto pubblico è aumentata del 20-30%”.
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Ue: 4 nuove infrazioni contro l'Italia, un triste record.
04/07/2006 06:53
Ue: 4 nuove infrazioni contro l'Italia, un triste record.
“È l’Italia che non riesce ad adeguarsi alle regole europee, che non vuole imparare, che si ostina a considerare le grandi infrastrutture stradali al pari di quelle urbane e i rifiuti non rifiuti”. Sembrerebbe non esserci via d’uscita per Roberto Della Seta, presidente di Legambiente sulle procedure d’infrazione che la Corte di giustizia Ue continua a inviare al nostro Paese.
“Sui rifiuti poi, - continua il presidente dell’associazione ambientalista – il governo Berlusconi aveva tentato in tutti i modi di cambiare la definizione di rifiuto, prima escogitando l’etichetta di sottoprodotto, poi tornando alla definizione, peraltro già bocciata dall’Unione europea negli anni Novanta, di materia prima seconda. Dicitura infilata addirittura nel Codice ambientale”.
“Solo pochissimi giorni fa – continua il presidente dell’associazione ambientalista - avevamo conteggiato questo triste record di infrazioni tutto italiano, oggi ci troviamo con quattro nuovi richiami”.www.legambiente.com/
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verso una soft economy
11/06/2006 06:10
Dall'impresa etica alla mobilità sostenibile: verso una soft economy
Le alternative per una mobilità sostenibile, le proposte delle aziende, le richieste delle associazioni
Roma - giovedì 15 giugno 2006 - ore 9,30
Casa del Cinema - Villa Borghese
Largo M. Mastroianni, 1
I problemi della mobilità e le possibili soluzioni sono al centro del convegno Dall'impresa etica alla mobilità sostenibile: verso una soft economy, organizzato a Roma dall'Editoriale La Nuova Ecologia e Legambiente, giovedì 15 giugno alle 9,30 alla Casa del Cinema di Villa Borghese.
All'incontro, promosso da Pentapolis - Associazione per la diffusione della responsabilità sociale d'impresa - partecipano i rappresentanti di importanti realtà private e istituzionali, impegnate sul tema della mobilità sostenibile.
Inquinamento atmosferico e acustico, sicurezza e qualità ambientale a rischio sono le conseguenze di un sistema di mobilità troppo spesso inefficiente.
Al contrario, la mobilità sostenibile rispetta l'integrità ambientale grazie a un uso efficiente del territorio e delle risorse naturali presenti. Inoltre, favorisce il benessere economico e soddisfa i bisogni della società - sicurezza della popolazione, salute e facilità di accesso ai luoghi, beni e servizi.
La mobilità delle persone in Italia è la più alta d'Europa e si basa principalmente sull'uso del mezzo automobilistico, mentre cresce del +11% il trasporto su moto. Del resto, i trasporti sono la fonte principale delle emissioni nell'aria di monossido di carbonio e benzene e responsabili del 32% delle emissioni PM10.
Il convegno sarà l'occasione per riflettere sull'impegno concreto del mondo istituzionale e aziendale sul tema della sostenibilità urbana. Servirà a fare il punto sulle soluzioni disponibili ai problemi della mobilità urbana dei grandi e piccoli centri. Si tratta di possibili alternative che contribuiscono a limitare le emissioni di sostanze inquinanti nell'aria - PM10, biossido di azoto, ossido d'azoto, piombo, benzene - del trasporto veicolare pubblico e soprattutto privato.
Durante i lavori, Piaggio e Vectrix presentano gli ultimi modelli di scooter elettrici - Piaggio "Hys" e VECTRIX MAXI-Scooter - a disposizione del pubblico per una prova.
Tra gli argomenti del giorno, il road pricing e il car sharing, oltre a esempi di buone pratiche per lo sviluppo sostenibile e la qualità ambientale.
Intervengono rappresentanti di Legambiente, Apat, Comune di Roma, Editoriale La Nuova Ecologia, Pentapolis, Fondazione Symbola, Confindustria e Ambiente Italia. Oltre a Car Sharing Italia, Ecogas, Dexia Crediop e Pirelli ambiente.
Per maggiori informazioni e per la pre-registrazione consultare la pagina www.lanuovaecologia.it/convegno2006/programma.htm
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01/11/2005 10:21
Cari amici, care amiche vi ringrazio di essere intervenuti al secondo congresso del Circolo Legambiente Giovani Lariano Velletri Peppino Impastato.
Abbiamo scelto “Giovani Energie” come titolo di questo incontro sostanzialmente per due ragioni: la prima perché riteniamo l’energia, con l’entrata in vigore del protocollo di Kyoto, il tema del futuro sul quale molto probabilmente si deciderà il destino delle prossime generazioni, la seconda è rivolta alla nostra specificità, il nostro circolo vuole essere, infatti, un modo per incentivare la nostra generazione a partecipare in maniera più attiva alla formazione di una società sostenibile.
Cercherò di approfondire prima questa ultima motivazione per poi ritornare alla prima.
Dopo oltre un anno di attività abbiamo visto che è difficile entrare in contatto con la nostra generazione, e quelle successive, per cercare di coinvolgerle. La nostra capacità di attrazione è spesso limitata, non riusciamo cioè a far partecipare persone esterne alla nostra cerchia. Nonostante i nostri continui inviti e la nostra ricerca di nuovi mezzi di comunicazione sulla diffusione ad esterni abbiamo ottenuto pochi risultati, comunque positivi, rispetto al lavoro effettuato.
D’altra parte abbiamo visto che riusciamo ad attrarre persone della nostra età in maniera molto più facile rispetto ad altre esperienze. Il fatto di poter decidere liberamente le nostre attività , senza la supervisioni di qualche persone più esperta, è sicuramente un modo per coinvolgere e rafforzare, appunto, nuove energie.
Abbiamo deciso di aprire e condividere la nostra esperienza con quella di altri gruppi quali ad esempio gli scout CNGEI,
la Sinistra Giovanile
e
la FGCI.
In questo modo siamo riusciti ad entrare in contatto con altri modi di aggregare le persone ottenendo un feed back sicuramente positivo.
La nostra esperienza, lungi dall’essere arrivata ad un forma compiuta, ha sicuramente fatto notevoli passi avanti, diventando un punto di riferimento per i nostri territori. Come direbbe il sub comandante Marcos dalle colline del Chiapas: “la nostra rivoluzione è appena iniziata”
Su questa strada, dunque, dobbiamo andare avanti, consapevoli che anche il Regionale continuerà a seguirci nella nostra “sperimentazione”.
Abbiamo, inoltre, riscontrato un interesse sempre maggiore delle amministrazioni nei confronti delle tematiche giovanili da Velletri alla Regione. Sono stati creati, infatti, assessorati alle politiche Giovanili Nell’amministrazione di Velletri e Lariano, in quella della Provincia di Roma e della Regione Lazio.
In alcuni casi non abbiamo ottenuto nessun riscontro in altri,
la Provincia
con l’infaticabile Giorgio Fortunati ne è un esempio, sono state create interessanti progetti.
Vediamo tutto questo interesse in maniera estremamente positiva, e speriamo di poter interagire con tutte queste realtà anche in futuro.
Il tema dell’energia come ho già detto è legato strettamente al futuro di questo pianeta. Siamo ormai di fronte a segnali inequivocabili di una nuova crisi energetica. Se siamo fortunati ci ritroveremo a breve un aumento del prezzo del petrolio che ci farà ritornare agli anni settanta quando il crescente prezzo dell’oro nero creò un inflazione elevatissima e creò seri problemi alle strutture sociali che ancora possiamo toccare con mano.
Le guerre sporche, quella in Iraq e quella in Afganistan, sono state determinate in ultima analisi dalla ricerca di nuovi approvvigionamenti di petrolio. Non a caso il sottotitolo è “no War for Oil”.
Ripeto se saremo fortunati le conseguenze immediate che ci troveremo di fronte saranno di natura economica e di stabilità sociale.
Se è vero che l’economia smuove tutto e qualcuno arriva a dire “ è l’economia stupido” per spiegare quanto nel nostro mondo possa essere deciso da questa variabile, tuttavia ci possiamo aspettare anche di peggio rispetto ad una crisi economica.
Che cosa succederebbe se dovessero essere confermate le teorie degli scienziati che ci dicono che il clima sta cambiando?
New Orleans è un esempio di quale catastrofe naturale e sociale può colpirci.
Questi scenari così terribili da alcuni sono visti come ottimistici. Non voglio qui scomodare ne la teoria della stabilità ne Georgescu Roegen con la sua bioeconomia fondata sul secondo principio della termodinamica. Ma è evidente che altri scenari addirittura più drammatici possono essere ipotizzabili.
Siamo perciò chiamati a comportamenti più sostenibili che riducano la probabilità che le “profezie” si realizzino e che comunque ristabiliscano un equità tra i diversi soggetti presenti nel mondo.
Penso al dualismo primo terzo mondo penso alle disuguaglianze economiche e ambientale tra ricchi e poveri.
Ho avuto la fortuna di partecipare grazie a Legambiente Lazio alla nona conferenza delle parti, che si è tenuta a Milano. In quell’occasione ho sentito le richieste dei paesi in via di Sviluppo per azioni concrete per ridurre le emissioni di Co2. In alcuni casi, i piccoli atolli ad esempio, queste richieste erano dettate dalla pura sopravvivenza. I dati ci dicono che se non verranno ridotte le nostre emissioni di anidride carbonica i livello del Mare si alzerà, facendo sparire oltre a Venezia migliaia di piccole isole.
Bisogna perciò iniziare subito e con decisione a mettere in pratica quelle pratiche e ormai note azioni per ridurre il livello di CO2 presente nell’atmosfera.
Anche qui a Velletri è possibile intervenire, come diciamo da Anni si deve agire localmente e pensare globalmente.
Tra l’altro se non ci interessiamo dell’energia, l’energia si interesserà di noi.
Nona caso tre anni fa fu presentato un progetto di centrale termoelettrica a velletri nell’ultima zona agricola della nostra città : Lazzaria.
Se forse siamo riusciti a impedire questo scempio non possiamo pensare di esserci salvati per sempre l’unica soluzione è dunque modificare la nostra produzione di energia e i nostri consumi.
Per questo motivo abbaimo chiesto a due ricercatori dell’univerità di Siena un contributo su quale propspettive abbiamo in questo senso.
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11/07/2005 14:51
"E' ormai assodato che il traffico illecito di rifiuti non riguarda più solo il Sud Italia ma è diventato ormai una ragnatela che avvolge tutto il nostro Paese risparmiando soltanto due regioni, il Trentino e la Valle d'Aosta. Un traffico come da noi denunciato che riguarda anche zone grigie della politica, i cosiddetti colletti bianchi dell'ecomafia che lucrano sui rifiuti, fanno affari e distruggono il territorio" Legambiente in una nota commenta l'operazione "gioco delle tre carte" coordinato dal Nucleo Investigativo Centrale di Polizia Ambientale e Forestale (NICAF) di Roma, in collaborazione con la Polizia Provinciale di Milano, che ha portato all'arresto di 4 persone, tra cui il Vice presidente dell'Osservatorio sui rifiuti del Ministero dell'Ambiente, per i reati di traffico illecito di rifiuti, corruzione, truffa e falso in atto pubblico
"Il traffico illecito di rifiuti ? prosegue Legambiente - è diventato un vero e proprio network dove s'intrecciano interessi e attività criminali con propaggini nel mondo della politica che vede il coinvolgimento di funzionari pubblici e di chi dovrebbe monitorare e gestire il servizio e che rappresentano una seria minaccia per l'ambiente, la salute e la sicurezza dei cittadini. Per questo è necessario che al prezioso lavoro dei Corpo Forestale, con i quali ci complimentiamo per l'efficacia delle indagini, si aggiunga al più presto un supporto legislativo che inserisca i reati ambientali nel Codice penale" . L'operazione delle forze dell'ordine di questa mattina conferma la gravità della situazione e anche i numeri della Rifiuti Spa in Italia di Legambiente non lasciano dubbi: dall'entrata in vigore dell'art.53 bis del Decreto Ronchi, che consente l'arresto dei trafficanti, sono finiti in manette dal febbraio 2002 ad oggi ben 212 ecocriminali con un numero di aziende coinvolte senza precedenti, 213 fino a maggio 2005. È da notare il graduale spostamento dei traffici illeciti verso il Centro-Nord del Paese, la cosiddetta "ecomafia devolution". Ma continua a crescere anche quella sorta di "catena montuosa" di rifiuti speciali prodotti e finiti nel nulla che viene denunciata ogni anno da Legambiente, dopo una faticosa analisi degli ultimi dati ufficiali disponibili: nel 2002 si è raggiunto il massimo storico di 14,6 milioni di tonnellate di rifiuti di cui viene stimata la produzione ma non se ne conosce il destino, equivalenti a una montagna alta 1.460 metri con una base di tre ettari
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13/02/2005 11:54
Il tema dell’energia ha assunto un ruolo sempre maggiore diventando quasi un manifesto dell’incapacità dell’Italia, ma anche della Regione, di intraprendere scelte lungimiranti e sostenibili.
Da tre anni a questa parte, inatti, il tema dell’energia ha ritrovato la centralità, nei media main stream, del dopo Cernobyl. Le tante richieste di centrali termoelettriche presentate ( a caso in tutta Italia) nel 2003, il successivo Black out, i continui aumenti del petrolio e in ultimo i problemi legati al gas metano hanno riacceso l’interesse su questo settore strategico.
D’altra parte la ratifica del protocollo di Kyoto “impone” ai Governi misure più stringenti per quanto concerne le emissioni di anidride carbonica e quindi controlli più attenti alle fonti di produzione anche energetiche.
L’Italia si trova, dunque, di fronte da una parte a una crisi energetica legata alle fonti tradizionali di produzione e dall’altra agli impegni presi nei trattati sottoscritti, che giustamente impongono una riduzione delle sostanze inquinanti e climalteranti.
Come sappiamo, infatti, il problema energetico è strettamente correlato alla tutela dell’ambiente sia perché per produrre energia si consumano grandi quantitativi di risorse ambientale sia perché le fonti più utilizzate sono quelle fossili come il petrolio e il carbone, la cui combustione è altamente inquinante e responsabile dell’aumento dell’ effetto serra.
Proprio in questi giorni è stato presentato dall’ENEA il "Rapporto Energia-Ambiente 2005" nel quale in sintesi si afferma che "viviamo in un contesto energetico sempre più caratterizzato da interdipendenza e incertezza. Ciò comporta effetti per un Paese come il nostro, dipendente dall'importazione dei combustibili fossili, in termini sia sui costi che sugli approvvigionamenti. Per contrastare questi effetti occorre dare più flessibilità al sistema degli approvvigionamenti e modificare il mix delle fonti nelle politiche da adottare, tra quelle a breve e quelle a lungo termine. A breve bisogna puntare sull'uso razionale dell'energia guardando particolarmente al settore dell'industria e dei trasporti, che è quello che mostra i maggiori aumenti di consumo. Bisogna puntare su energia distribuita a livello locale, sia con piccoli impianti tradizionali, sia con le rinnovabili. Sulle rinnovabili occorre investire di più specialmente per le attività di ricerca.“
Consiglio ai lettori di questo blog di leggere con attenzione l’opuscolo “ Cambio di Clima: meno consumi, più energia pulita per salvare il pianeta”, dove oltre a trovare molte informazioni avrete modo di conoscere alcune interessanti opportunità. Mi riferisco in particolare a viviconstile e all’energia verde, fatta col sole, col vento, col calore della terra o con dighe ecocompatibili. ( Col contratto se la richiedi riceverai la foto della diga o della centrale eolica che ti fornisce energia a emissioni zero.) Maggiori informazioni le potrete trovare su www.viviconstile.org e www.la220.it/legambiente .
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