Un italiano a Parigi....
Ogni volta, ogni fottuta volta che vedo la pubblicità di un suo libro mi ricordo di molto tempo fa. Era la fine dei mitici anni ottanta, mi ero guadagnato dopo innumerevoli salti mortali una liscia liscia promozione e come premio mi beccai un paio di scarpe Adidas "Torsion" da basket nuove di pacca e una vacanza studio di quasi due mesi a Parigi. Era la mia prima vacanza da solo, totalmente indipendente, totalmente solo. Il corso di francese che frequentavo per tre ore la mattina era molto divertente per mia fortuna c'erano anche due italiane, una suora, Suor Vittoria, che si preparava per andare in missione nel centro Africa ed una ragazza, Chiara di un paio di anni più grande di me anche lei toscana, anche lei casualmente di Firenze, naturalmente, ovviamente, in breve tempo diventai molto amico di quella che era più vicina a me....la suora. L'altra ragazza era perennemente assediata da altri italiani che chiedevano sempre notizie su suo padre il cui cognome T. a me proprio non diceva niente, ma evidentemente era ben conosciuto ai più. Questa sua notorietà le permetteva di atteggiarsi a divina nei confronti dell'universo e ovviamente quando sei divino sei prezioso agli occhi di tutti, sei prezioso nei pensieri di tutti. Una volta mi ricordo che chiesi ad una ragazza chi fosse il famigerato padre di Chiara T. lei rise chiamò Chiara, Chiara sorrise, venne da me e mi disse una cosa che mi ricordo ancora, "tu da oggi sarai la mia zona neutrale" ed andò via. La nostra amicizia rimase così limitata alle ore del corso di francese, forse perché ero l'unico che non le faceva domande, ero la sua "zona neutrale" e forse perché a quei tempi il sesso stava al sottoscritto come un orso polare sta al deserto del Sahara e la mia attività sessuale era più scarsa di quella di un coniglio impagliato quindi trascorrevo le giornate cazzeggiando qua e là per Parigi con le mie Adidas nuove di pacca libero di cuore e libero di testa. Capitò così che il corso finì e facemmo una cena con la classe, io dovevo passare a prendere Chiara che era a cena col padre da amici di famiglia in zona vicino al ristorante dove avevamo fissato con la classe. Arrivai così a Belleville in perfetto orario e in perfetto stile anni ottanta con dei jeans forse 501 con le mie Adidas Torsion e il tocco di classe una giacchetta blu scuro. Mi ricordo ancora, campassi cento anni, che quando arrivai a suonare il campanello lessi il nome e cominciai a ridere, Pennacchioni D. , avevo suonato a Pennacchi D. ah! ah! ah!. Entrai in casa, un signore gentilissimo con degli occhialini tondi farfugliò qualcosa con in mezzo la parola Chiara, allora io annuii, scomparve. Rimasi immobile nell' ingresso, educatamente immobile. Il rumore di una cena, le voci, giungevano da un altra stanza ed all' improvviso comparve un signore, anche lui con gli occhiali ma con in più dei baffetti che mi guardò e mi disse " adesso mia figlia arriva" ed io "grazie" , e lui sorridendo " prego!, mi ha detto Chiarache sei toscano pure tu, di Firenze!!, piccolo il mondo eh!?" ed io "sembrerebbe!"e tra me e me pensai.. "così questo è il famoso T., ma chi cacchio è!!?sembra Gino Paoli!" salutò e tornò verso le voci dell'altra stanza ero di nuovo solo, attendevo. Si riaffacciò il padrone di casa sorridendo mi chiese se volevo un pezzo di torta sventolandomela in un piatto sotto il naso, ringraziai e declinai l' offerta, nel frattempo era comparsa Chiara salutammo il padrone di casa che aveva ancora la torta in mano, la alzò in alto e fece un semi inchino quasi in un gesto arcaico e cavalleresco, mi affascinò, non era ironico, era simpaticamente ed originalmente particolare, sorrisi e salutai. Usciti, per strada, diedi sfogo ad no dei dialoghi più imbarazzanti della mia vita e fu pressapoco così "simpatico l'amico di tuo padre!" e lei "si! è uno in gamba!" ed io "e cosa fa di bello? " e lei guardandomi incredula "insegna letteratura...e scrive!" ed io "ah! ah! ah! pensavo che chiamandosi Pennacchioni avesse un allevamento di polli! ah! ah ah!"...Chiara mi guardò, sorrise pietosamente e mi disse "sei indubbiamente la mia zona neutrale", quella sera passò, ed io non l' ho più rivista, no so se lei tornò a fare la divina ma so che io sicuramente tornai a fare il coniglio impagliato, solo una volta, la intravidi, di sfuggita con suo padre in centro a Firenze, non ebbi il coraggio di salutarli. Non aver riconosciuto lo scrittore Tabucchi e aver scambiato Daniel Pennac per un pollivendolo non mi sembrava il massimo da sfoggiare come ricordo dei bei vecchi tempi trascorsi.
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Eternauta M.M
il 16 aprile 2008 02:57
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6 aprile....perfettamente perfetto
Sono sorpreso da tutti quelli che se lo sono ricordato, sono sorpreso perché io a differenza loro sono uno che si ricorda a malapena la data di compleanno dei propri genitori ed a volte faccio pure casino....roba tragica, soprattutto per i miei genitori. Invece oggi auguri di persone lontane, in terre lontane, ma tutte molto vicine, auguri di amici veri, amici di lunga data, tutti auguri sinceri, giuro, non sempre è così, ma oggi non so bene cosa fosse, mi sentivo bene, mi sentivo un magnete gigantesco, un magnete che attraeva felicità credo di averne risucchiata da quasi ogni angolo di pianeta forse pure da qualche lontana piega temporale oggi ero una persona molto felice, una persona molto innamorata, ed è dannatamente incredibile come a volte nel cuore di una persona sia tutto così perfettamente perfetto al punto tale da rimanerne disorientato perché non abituato ma si...si...tutto perfettamente perfetto. Grazie a tutti, ma soprattutto grazie all'ingrediente segreto, l'additivo "x" della ricetta della perfezione, grazie all'amore della mia vita...grazie a maggiolinonero.
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Eternauta M.M
il 6 aprile 2008 23:03
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Questa notte...
Questa notte è la mia, sono tre anni di questo blog, sono tre anni di una strana vita, incredibilmente diversa da quella che ho sempre vissuto. Amore, parole, tasti, treni, foto ricordo, facce nuove, salsedine, ed adesso....adesso che tutto questo sta diventando una città fantasma, adesso che tutti scappano, migrano, caricano i loro virtuali scatoloni ben farciti di megabyte sulle spalle e cercano una nuova casa, finalmente, adesso....mi sento nuovamente qua. Questa notte è la mia, notte di solitudine solo illuminata dal monitor...come un tempo che fu, sono un fottuto romantico, per di più nostalgico, non saprei immaginare una combinazione peggiore. Amo. Amo provare malinconia, è un po una linfa vitale per me, sono uno di quelli che ha sempre stampato le foto, anche quelle digitali, perché ho bisogno di avere tra le mani i pezzi della mia storia, delle mie emozioni, è tutto così reale, così unico, fisso. E' incredibile, riesco a pensare, vedere, provare l'attimo in cui tutto questo è nato, mi ricordo di frasi di email, di parole scorrere nel cuore della notte, di piacevoli visite, della mia faccia felice, questo blog è la mia scatola di fotografie, è i pezzi della mia storia, la storia di un fottuto romantico e nostalgico, come potrei abbandonare tutto questo, come potrei proprio adesso, adesso poi che stanotte,...è la mia.
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Eternauta M.M
il 19 marzo 2008 23:13
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questo non è un "post".....è un' elucubrazione mentale!!.
Ieri sera guardando la televisione e più precisamente guardando "Report" su rai tre mi è tornata in mente la grande massima che molti toscani saggi usano spesso e che anche mia nonna ripeteva nelle circostanze appropriate come una perla di saggezza e semplicità, la massima è "Se unnè zuppa l' è pan bagnato!" ovvero "se non è una zuppa è del pane bagnato" ovvero, una cosa chiamala come vuoi ma rimane sempre quella. Ecco, ieri sera guardavo ridendo il servizio di Report sulla moda italiana, sul "Made in Italy" tra i molti aspetti dell'argomento il più divertente era quello che la giornalista con la telecamera nascosta andava nelle fabbriche dove producono le borse griffate, PRADA, FENDI, D&G, ecc. si faceva dire i costi di produzione e poi andava in via della spiga a Milano nei negozi e si faceva dire i prezzi di vendita. Una borsa di PRADA costo di produzione di 28Euro venduta in negozio a 450Euro. Geniali!. Ma ancora più geniale la commessa che davanti all'aria sbalordita della giornalista le diceva "ma lei non ha mai comprato le nostre borse?!" come per dire "costano così e te le paghi così" la giornalista accennava "no, è che mi sembra tanto per una borsa di plastica!" allora la commessa incalzava "si ma questa non è plastica plastica è indistruttibile"....ah!ah!ah!, insomma il buon vecchio "Se unnè zuppa l' è pan bagnato!".
Vabbèh! che dire!?, è il prezzo da pagare per stare al gioco. Le alternative economiche esistano di marca o non e nessuno è obbligato a comprare a quei prezzi, sono libere scelte, per fortuna. Ma comunque sia la cosa più buffa è il tono che si danno per venderti una qualsiasi cosa, io lo trovo affascinante!!!, infatti se vuoi andare da Gucci per i saldi te lo puoi scordare perché da Gucci i saldi non ci sono, c'é la "VENDITA SPECIALE" e così vale da tutte le parti. Proprio l'altro giorno ero da POMELLATO per fare un acquisto, al momento di pagare alla commessa le ho detto, "Senta, sono ormai vostro cliente, in tre anni ho comprato 4 anelli ma me lo volete fare un po di sconto o no una benedetta volta?!?" la commessa mi guarda e mi fa, "mi dispiace, ma non possiamo fare sconti, però visto che lei è nostro cliente posso farle un arrotondamento!" e mentre lo dice mi guarda ammiccante e sottovoce come se stessimo trafficando armi dentro un asilo nido. A quel punto, pensando che per arrotondamento intendesse un vero e proprio arrotondamento a pochi euro per arrivare alla cifra pari ribadisco, veramente preferirei uno sconto sostanzioso!...allora la commessa mi guarda quasi impaurita, con un'aria come dire "la prego!, non posso pronunciare quella parola così popolare qua dentro", allora prende la calcolatrice batte dei tasti mi MOSTRA il display e mi dice "questo è l'arrotondamento"...guardo la cifra, corrispondeva ad un giusto SCONTO, guardo la signorina e sorridendo esclamo "questo ARROTONDAMENTO è di mio gradimento"..."Se unnè zuppa l' è pan bagnato!".
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Eternauta M.M
il 3 dicembre 2007 10:21
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ma?!...
...boh?!
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Eternauta M.M
il 30 novembre 2007 08:32
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E' una legge...
Le cose non sono mai come te le aspetti, anzi, sono SEMPRE esattamente il contrario!!!.
Che tristezza!.
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Eternauta M.M
il 21 ottobre 2007 15:53
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Serenate per serate uggiose o serate per serenate assiderate?...
Questa si, si questa!, è una serata un po così. Sembra un assurdo ritornello di un cantautore da quattro soldi ma stasera, sono ancora qui in studio, da solo, sto rimettendo le ultime cose, tutto lo studio è buio e freddo, molto freddo!. L'unica luce è quella sul mio tavolo personale, illumina a malapena i contorni della stanza ed io mi guardo intorno, non vedo molto, forse non vedo niente, dal computer la melodia di "the shining" di Badly Drawn Boy mi fa da atmosfera, che serata uggiosa, freddo e malinconia, il peggio del peggio. Eccomi qua, nel bel mezzo del peggio del peggio la mia mano sinistra adesso è metà, si , l'indice, l'anulare e parte del medio sono nella zona d'ombra ed alla mia mano manca qualcosa, manca un pezzo. La mia mano è fortunata, a lei manca un pezzo, a me mancano molti pezzi, mi guardo intorno e non li vedo, e non credo sia facile vederli, non credo che sia facile come vedere i contorni della stanza, per quelli mi basterebbe accendere la luce, per i miei pezzi bèh per quelli forse dovrei accendere il mondo intero. Per inciso adoro questa canzone, nei momenti giù ti da delle mazzate notevoli, la consiglio ai masochisti, a tutti quelli come me insomma. Mi guardo ancora intorno ma mi sento ancora sperduto, oggi mi sento veramente incompleto, mi mancano dei pezzi, un pezzo importante della mia vita, un pezzo importante della mia professione e un pezzo importante del mio cuore, per l'ultima cosa so che c'è un rimedio perché dovrò solo in parte aspettare domani, perché domani è sabato, per chi sa cosa intendo, e domani due belle chiappe un bel sorriso e tanto amore per me in un concentrato unico ed esplosivo mi travolgeranno come da oltre due anni a questa parte, fortunato, molto fortunato. Per il resto dei pezzi aspetterò, o meglio, lotterò il più possibile per ottenerli, in effetti la mia mano sinistra adesso è tornata tutta alla luce ed io se strizzo gli occhi, ma se li strizzo veramente,veramente tanto forse intravedo qualche contorno nel buio più profondo. Oggi è una serata un po così, freddo, solitudine musica di sottofondo...ma forse anche per questo c'è un rimedio, spengo la luce sul tavolo, chiudo la porta alle mie spalle, adesso mi aspetta uno spaghetto saltato con verdura e carne e ravioli al vapore a 4euro e50...tutto il resto è storia.
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Eternauta M.M
il 19 ottobre 2007 20:29
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dall'america con furore...
Proprio ieri, curiosando qua e la ho aperto l'ultimo allegato di Abitare "the Reader" n.1 dei settembre, 2007 ovviamente. L'attenzione è stata così attratta da un articolo, o meglio, dal suo titolone a caratteri cubitali e dai toni evidentemente sarcastico-polemici. L'articolo era della scrittrice Annie Choi e parlava della mia categoria, gli architetti. Vi giuro, ma ve lo giuro su tutto quello che ho di più caro, ho iniziato a ridere, ma ridere di cuore, ed allora non ho resistito e l'ho fatto leggere a tutti i collaboratori dello studio ed agli architetti amici di mio padre che ieri, capitavano a tiro...ma purtroppo, nessuno rideva. Sono rimasto un po perplesso da questa reazione così indifferente e sono arrivato ad una conclusione, alcune delle cose scritte nell'articolo sono talmente vere e tristi che il sistema immunitario e di autodifesa del professionista architettoide-schizzoide fa spallucce ed ignora sogghignando....è più facile negare che accettare, un po come per tutto nella vita d'altronde. Penso che, come ho scritto con un inglese da ritardato mentale in un commento ad un post della stessa Annie Choi ognuno di noi dovrebbe cercare di mirare a raggiungere una certa qualità più che a raggiungere una certa vanità, e questo è innegabile e questo riguarda tutti, ma prorpio tutti, avvocati, dottori, architetti e anche scrittori. Comunque sia, finite le risate anche per me è arrivato il tempo dei bilanci sull'articolo, ed io credo che si debba prendere un po così con le dovute cautele. Generalizzare sulla categoria è forse un po troppo limitante, soprattutto perché, sempre come ho scritto ad Annie Choi , io personalmente non ho mai progettato vagine di cemento o vibratori di vetro al limite forse ho progettato un "cazzo" di edificio, ma è cosa ben diversa, qui non si parla di forma, ma di risultato. E poi detto sinceramente forse consiglierei alla scrittrice di cambiare le proprie compagnie intellettuali ed intime, anzi, soprattutto intime perché questa ossessione per peni e vagine identificati con disprezzo in molteplici edifici di dubbio gusto mi fa supporre una ritrosia per l'argomento anatomico di notevole entità, non oserei quindi chiedergli cosa ne pensa del traforo, o del tunnel se preferite, della manica cioè di quel buco immenso dal quale transitano avanti e indietro indietro e avanti interi e lunghi convogli di tren.... ops! ...non ci avevo pensato.. maledetti metaforici, allusivi, perversi e scassaballe di architetti!!!!!.
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Eternauta M.M
il 2 ottobre 2007 22:48
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per l'archivio storico...
Anche settembre è passato!.... Yuppieeee! (da leggere con tono ironico!)
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Eternauta M.M
il 30 settembre 2007 16:11
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per chi non lo avesse capito...
Sono in ferie e torno a settembre...ih!ih!ih!...
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Eternauta M.M
il 17 agosto 2007 23:30
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L' Eternauta.................
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aprile, 2008
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Sto leggendo
Fumetti....fumetti...Capitan Kentucky di Don Rosa,
Largo Winch...fumetti...
Ho visto
Occhi meravigliosi brillare dietro ad una candela in estive notti berlinesi.
Occhi commossi davanti ad un regalo...bellissima indescrivibile sensazione!.
Un sorriso sdentato sussurare un...grazie!!
Il pensiero di oggi
Le giornate si allungano...non ne potevo più di tutto
questo buio!!!
Odio
Essere idiota, ed a volte ci riesco benissimo!!!!...
Adoro
Le sue mani tra i miei capelli, i piccoli gesti, stare con gli amici, i miei cani.
Dedicare del tempo anche a me stesso.
Abbigliamento
estivo:Camicia nera giacchetta nera sportiva, jeans e le mie scarpe retrò della diadora, nere e con il velcro.Invernale:come estivo ma con cappotto, sciarpa scozzese su toni arancione, e scarpe serie nere. in alternativa piovosa: impermiabile gigantesco della timberland color ocra e pantalone di velluto nero con taglio moderno....
Vorrei che
continuasse tutto così!!! sono felice...e questo basta.
Mi piacerebbe che mi regalassero
Quello che non mi regalano mai!!! Anche se alle volte qualcuno ci azzecca!!!!
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